26-10-2011, 04:33 16
Mi sa che ormai è chiaro che la pensiamo tutte allo stesso modo, certamente Giulieee, Lyra e Alessimdon sul modo d'intendere oggi, secondo noi, il discorso montessoriano sulle parole.
Fare di un'intuizione così rispettosa verso i tempi e la personalità libera di esprimersi dei bambini una mera (o principale) questione di 'parole' sa di ottuso e 'paroloclasta'.
Però (mi dispiace per il mal di testa di Cancy
) questa riflessione ci ha fatto bene, siamo sicuramente più attente!
Invece, credimi, ho portato questo esempio proprio perché sono sicura di quello che ho detto.
Lo conoscevo bene (come maestra, ovvio) ed era un bambino fortemente represso e condizionato negativamente dall'amore non sempre ben espresso da una mamma un po' oppressiva.
Ci parlammo più volte e le tre insegnanti, insieme, cercammo di farle capire che poteva aiutarlo a dare il massimo cercando di farsi un po' da parte e lasciandogli lo spazio e il tempo di trovare dentro di sé il gusto di fare bene le cose perché semplicemente era bello farle bene. Di permettergli di trarre soddisfazione dal semplice fatto di riuscire a raggiungere degli obiettivi tutti suoi, e di superare ogni volta ad ogni nuovo argomento i livelli conseguiti precedentemente con un fresco sentimento di conquista.
Poi, questo lavoro insieme alla mamma lo continuarono senza di me. All'inizio a lei erano scese anche delle lacrime, scelse di fidarsi di noi e si moderò solo per mettere alla prova ciò che le consigliavamo.
Però so che nei 4 anni successivi crebbe la sua consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta e le cose cambiarono molto in positivo.
Per il resto ti quoto tutto, Giulieee soprattutto la parola 'empatia'!
Fare di un'intuizione così rispettosa verso i tempi e la personalità libera di esprimersi dei bambini una mera (o principale) questione di 'parole' sa di ottuso e 'paroloclasta'.
(26-10-2011, 08:53 08)giulieee Ha scritto: Si capisco il discorso, ma continuo a non condividere pienamente...
Però (mi dispiace per il mal di testa di Cancy

(26-10-2011, 08:53 08)giulieeeio non l'ho letto, ma dalle ottime recensioni e commenti quì e altrove, la penso come te.
' Ha scritto: E' per questo che non mi è piaciuto il libro di Kohn (che ho finito): perchè considera i bimbi come dei fogli bianchi.
Citazione:Nell'esempio che fa Linda Eva, della madre che osanna, secondo me è sbagliato vedere solo l'atteggiamento della madre come attivo e condizionante e quello del bimbo come passivo e condizionato. Sei proprio sicura che con un figlio con un carattere differente, alle stesse condizioni, la madre avrebbe agito così? Io credo di no.
Invece, credimi, ho portato questo esempio proprio perché sono sicura di quello che ho detto.
Lo conoscevo bene (come maestra, ovvio) ed era un bambino fortemente represso e condizionato negativamente dall'amore non sempre ben espresso da una mamma un po' oppressiva.
Ci parlammo più volte e le tre insegnanti, insieme, cercammo di farle capire che poteva aiutarlo a dare il massimo cercando di farsi un po' da parte e lasciandogli lo spazio e il tempo di trovare dentro di sé il gusto di fare bene le cose perché semplicemente era bello farle bene. Di permettergli di trarre soddisfazione dal semplice fatto di riuscire a raggiungere degli obiettivi tutti suoi, e di superare ogni volta ad ogni nuovo argomento i livelli conseguiti precedentemente con un fresco sentimento di conquista.
Poi, questo lavoro insieme alla mamma lo continuarono senza di me. All'inizio a lei erano scese anche delle lacrime, scelse di fidarsi di noi e si moderò solo per mettere alla prova ciò che le consigliavamo.
Però so che nei 4 anni successivi crebbe la sua consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta e le cose cambiarono molto in positivo.
Per il resto ti quoto tutto, Giulieee soprattutto la parola 'empatia'!

